Integrazione: quando lo Sport gioca un ruolo fondamentale

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Lo sport ha il potere di emozionare, di unire le persone come poche altre cose al mondo. Crea integrazione, regala speranza dove prima c’era solo disperazione. E’ più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione.

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L’interculturalità, intesa come abitudine o disponibilità a vivere in un contesto fatto di più culture, diventa un tratto sociale di rilevante importanza per quanto riguarda l’integrazione.

Lo sport è oggi riconosciuto unanimemente come strumento primario di educazione informale, che stimola l’integrazione.

Basti ricordare che sullo sport come mezzo per educare alla società interculturale fanno affidamento l’ONU, l’Unione europea, il Comitato internazionale olimpico.

Perché questa fiducia?

Entrano in gioco 3 caratteristiche specifiche dello sport, e in particolare delle discipline di squadra:

1) Gioco di squadraPrenotaUnCampo bambino Integrazone

Chi è avvezzo a frequentare gli spogliatoi di una qualsiasi squadra, o a sedere sugli spalti di un campo, sa benissimo che il legame che si forma tra compagni di squadra è unico. Il loro rapporto è così forte da non permettere distinzioni tra colori delle pelle, accenti, modi di pregare.

L’integrazione avviene in maniera rapida e spontanea. Basti pensare al film di Boaz Yakin “Il sapore della vittoria, uniti si vince” per capire quanto possa incidere la compattezza di un gruppo per raggiungere un determinato obiettivo.

2) Integrazione OmogeneaPrenotaUnCampo referee Integrazione

Un secondo elemento a favore è costituito dall’essere lo sport una cultura diffusa omogeneamente. Le regole di gioco, gli stili fondamentali di comportamento sono uguali ovunque, universalmente accettati e compresi. Lo sport è dunque terreno di incontro ideale per comunicare partendo da una base culturale comune.

3) DivertimentoPrenotaUnCampo sorriso Integrazione

Terzo elemento è essere un’attività non «costrittiva».

A differenza dell’educazione scolastica, l’educazione attraverso lo sport è fatta di gioco, di divertimento, di liberazione della creatività, di possibilità per il corpo e la psiche di esprimersi come un tutt’uno. E quando ci si diverte, si apprende più volentieri.

Non c’è dunque da meravigliarsi se un numero sempre maggiore di istituzioni politiche e sociali considerano le attività sportive come un mezzo per promuovere l’inclusione sociale delle minoranze, un terreno dove le comunità immigrate e le società ospitanti possono interagire positivamente con maggiore efficacia, uno strumento per contribuire alla coesione e all’integrazione sociale di gruppi vulnerabili.

Tutto ciò senza dimenticare però che l’efficacia educativa dello sport dipende dal modo in cui esso viene proposto e organizzato. Vanno costruite proposte che evidenzino e valorizzino le potenzialità educative dello strumento.

Uno sport generico rappresenta al massimo un’attività di tempo libero. Occorre invece una progettualità educativa specifica.

Negli oratori e nei circoli parrocchiali operano principalmente educatori e allenatori che in modo del tutto volontario dedicano tempo ed energie per promuovere progetti e percorsi sportivi volti alla crescita integrale della persona umana attraverso una proposta educativa volta a costruire relazioni tra generazioni.

La visione di fondo dell’Anspi è quella di un umanesimo integrale, pertanto attraverso l’attività sportiva intende raggiungere tutti gli uomini.

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